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RELAZIONE AL PROGETTO DI BILANCIO
PER L'ANNO FINANZIARIO 2013 E PER IL TRIENNIO 2013-2015

Onorevoli Colleghi! - Il bilancio di previsione per il 2013 e l'allegato bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 sono stati predisposti assumendo a riferimento i documenti di bilancio approvati dall'Ufficio di Presidenza della XVI legislatura il 21 dicembre 2012.
Nell'occasione, l'equilibrio finanziario per il triennio 2013-2015 era stato definito tenendo conto degli effetti derivanti dalle misure di revisione e di contenimento della spesa assunte nel corso del 2012, conseguenti alla decisione di ridurre la dotazione della Camera dei deputati nella misura di 50 milioni per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.
Secondo prassi consolidata, l'Ufficio di Presidenza della XVI legislatura avrebbe dovuto deliberare - all'inizio del 2013 - il conto consuntivo per l'esercizio 2012 e l'aggiornamento del quadro previsionale 2013-2015 prima del termine della legislatura medesima, in modo da consentire agli organi di direzione politica della legislatura entrante un nuovo esame degli stessi documenti alla luce delle valutazioni politiche e gestionali formulate dai predecessori. Ciò non è accaduto e la XVI legislatura si è conclusa senza che fossero approvati i documenti appena citati.
Il Collegio dei Questori si è trovato dunque a sottoporre ex novo all'Ufficio di Presidenza della XVII legislatura tali documenti.
In questo contesto, il Collegio ha aggiornato il quadro finanziario definito nel dicembre 2012 assumendo quale punto di partenza gli esiti della gestione relativa a quell'esercizio e muovendosi, per il futuro, in piena continuità con gli indirizzi di contenimento e di razionalizzazione della spesa dell'Istituzione da tempo perseguito dagli organi di direzione politica della Camera.
Sulla base di tali presupposti, il progetto di bilancio sottoposto dall'Ufficio di Presidenza all'approvazione dell'Assemblea espone, oltre all'aggiornamento delle previsioni conseguente ai risultati della gestione 2012 e all'andamento della gestione nel 2013, anche gli effetti finanziari derivanti dalle deliberazioni assunte dagli organi di direzione politica all'inizio della presente legislatura.
Il quadro così definito consente in particolare: a) di utilizzare i risparmi strutturali conseguiti con i provvedimenti adottati nella presente legislatura per prorogare al 2016 la riduzione di 50 milioni della dotazione della Camera rispetto al suo ammontare nel 2012, decisione assunta dall'Ufficio di Presidenza lo scorso anno, come detto, con riferimento al periodo 2013-2015; b) di procedere alla restituzione al bilancio dello Stato delle risorse derivanti dai provvedimenti di risparmio deliberati nel corso dei precedenti esercizi, nella misura di 10 milioni di euro, accantonate nel conto residui 2012.

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Prima di illustrare analiticamente il progetto di bilancio, il Collegio ritiene opportuno dare conto di alcune evidenze di carattere generale che appaiono assai significative e particolarmente qualificanti dell'equilibrio di bilancio per il triennio 2013-2015, come definito dai documenti all'esame dell'Assemblea.
Con riferimento alla dotazione, merita in primo luogo sottolineare che nel 2013 il relativo ammontare è inferiore di 35 milioni di euro rispetto a quello del 2008, anno di inizio della XVI legislatura, nella misura dunque del 3,48 per cento. Nello stesso periodo l'inflazione, misurata nel suo andamento effettivo, è cresciuta dell'11,20 per cento. Pertanto, dal 2008 al 2013 le risorse a disposizione della Camera in termini reali si sono ridotte del 14,68 per cento. Ciò vuol dire che, solo per mantenere il medesimo potere d'acquisto della dotazione del 2008, nel 2013 sarebbe necessario aumentare la dotazione attualmente iscritta a bilancio di 144,5 milioni di euro, portandola a 1.087 milioni di euro.
Non meno significativi sono gli indicatori legati all'andamento delle spese di funzionamento dell'Istituzione, che nel recente periodo segnano una costante diminuzione, passando dai 1.097 milioni di euro del 2010 ai 1.054,9 milioni di euro del 2013 e ai 1.048,6 milioni di euro del 2014. La spesa di funzionamento rimane poi sostanzialmente stabile nel 2015, così collocandosi al di sotto del livello della spesa segnato nel 2008 (pari a 1.068,9 milioni di euro), nella misura dell'1,84 per cento. Ciò mentre nel medesimo periodo (2008-2015) la spesa dello Stato, secondo le proiezioni per il triennio 2013-2015, fa invece segnare una crescita del 10,17 per cento.
Più in dettaglio, si segnala che dal 2008 al 2015 la spesa per i deputati in carica si è ridotta di 20,7 milioni, pari al 12,45 per cento. In rapporto al totale della spesa della Camera, tale aggregato ha registrato un costante decremento percentuale, passando dal 15,63 per cento del 2008 al 13,94 per cento del 2015. La spesa per i Gruppi parlamentari segna nello stesso periodo una riduzione, in particolare nella misura di 1,9 milioni, pari al 5,6 per cento. A sua volta, la spesa per il personale dipendente diminuisce di 10,5 milioni, pari al 3,87 per cento. Merita infine rilevare come la spesa per beni e servizi prevista per il 2015 sia inferiore di 25,2 milioni rispetto al 2008, in ragione dunque del 14,40 per cento. È in proposito significativo rilevare come si sia ridotto il peso di tale aggregato rispetto alla spesa complessiva di funzionamento della Camera, passando dal 17,52 per cento del 2007 al 14,31 per cento stimato per il 2015.
Il Collegio dei Questori è per altro ben consapevole dell'esistenza di ulteriori margini di razionalizzazione della spesa dell'Istituzione parlamentare.
Occorre in particolare proseguire il lavoro intrapreso in merito ai due principali macroaggregati della spesa dell'Istituzione, quelli cioè del trattamento economico dei deputati e della spesa per il personale dipendente. Si tratta di ambiti assai complessi, che richiedono l'impegno determinato dell'Ufficio di Presidenza e degli organi che operano al suo interno nonché la ricerca di doverose intese con il Senato della Repubblica.
Per quanto riguarda la materia del trattamento economico dei deputati, essa deve essere considerata in modo coerente con l'impostazione complessiva della riduzione della spesa della Camera, alla quale si ispira questo bilancio nella sua interezza.
Non si parte da zero. In assenza degli interventi correttivi intervenuti dal 2006, l'indennità parlamentare sarebbe stata superiore di circa un terzo rispetto all'ammontare attuale. Le misure di contenimento assunte nel tempo hanno dunque fortemente inciso su questa voce, con effetti che saranno evidenziati anche nel seguito di questa relazione. Il Collegio segnala per altro come, nel confronto con le esperienze dei parlamenti europei, sia ancora necessario approfondire non tanto il profilo dell'ammontare complessivo delle somme erogate ai deputati, quanto piuttosto le modalità di erogazione, alla luce del fatto che le esperienze straniere registrano la prevalente attribuzione di servizi anziché di erogazioni finanziarie. Ciò vale in particolare per quanto riguarda il trattamento dei collaboratori dei parlamentari, materia in cui si sta provvedendo, di concerto con il Senato, a predisporre i necessari interventi legislativi, sulla base dei quali sarà possibile ridefinire le voci del trattamento economico complessivo dei deputati. In ogni caso, nel corso della presente legislatura si è già provveduto ad una riduzione significativa della spesa relativa ai deputati, con specifico riguardo ai titolari di cariche istituzionali interne.
Per ciò che riguarda l'ambito del personale dipendente, le linee guida per la contrattazione, approvate dall'Ufficio di Presidenza, si pongono l'obiettivo di realizzare una riduzione della spesa per le retribuzioni su base annua, da conseguire attraverso una pluralità di misure. In questa direzione un primo risultato è stato già conseguito, come si dirà a commento dei dati finanziari, con la riduzione della misura delle indennità di funzione, deliberato dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 9 agosto 2013.
È questo dunque il quadro nel cui ambito il Collegio presenta i dati finanziari relativi al triennio 2013-2015, che vengono commentati di seguito, unitamente all'indicazione delle misure che ne hanno determinato l'andamento.

Esercizio 2013

Sul versante dell'entrata, si segnala - come sopra ricordato - che l'ammontare della dotazione viene determinato nella misura di 943,16 milioni di euro, con una riduzione pari al 5 per cento rispetto alla misura della dotazione per il 2012. Si segnala altresì, al capitolo 25 (Entrate varie), la restituzione al bilancio della Camera dei deputati, da parte del Fondo di solidarietà tra i deputati, della somma di 40 milioni di euro, prima delle tre tranche annuali deliberate dal Collegio dei Questori della XVI legislatura per ciascuno degli esercizi compresi nel triennio.
Per quanto riguarda la spesa, le previsioni della Categoria I (Deputati) segnano una riduzione del 9,10 per cento rispetto all'esercizio 2012. Concorrono a tale risultato le misure deliberate dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 2 aprile 2013, che hanno disposto, da un lato, la riduzione del 30 per cento delle indennità di ufficio spettanti ai titolari di cariche istituzionali interne (che ha assorbito la riduzione del 10 per cento già deliberata nel gennaio 2012); dall'altro lato, la soppressione del rimborso mensile per le spese telefoniche spettante sempre ai deputati titolari di incarico interno. Ciò nel contesto di una generale riconsiderazione della condizione di questi ultimi, nel cui ambito merita di essere ricordata - pur in assenza di effetti finanziari diretti sulle previsioni di bilancio - la decisione di abolire gli appartamenti di servizio per il Presidente della Camera, i Vicepresidenti e i Questori e di destinarli ad uffici, per far fronte in particolare alle necessità poste dalla dismissione di taluni immobili a suo tempo acquisiti in locazione e dalla conseguente riduzione degli spazi disponibili. Ciò nell'ambito del programma complessivo di razionalizzazione e di recupero degli spazi che il Collegio dei Questori sta perseguendo sin dal suo insediamento.
Le stime relative alla Categoria II (Deputati cessati dal mandato) evidenziano nel 2013 un incremento rispetto all'anno precedente, nella misura dell'1,62 per cento. Tale aumento appare per altro particolarmente contenuto, ove si consideri che gli anni di avvicendamento delle legislature determinano un incremento fisiologico della platea dei beneficiari delle prestazioni previdenziali: la previsione di spesa per la categoria in questione nel 2001 era superiore del 6,81 per cento rispetto al precedente esercizio, nel 2006 del 4,48 per cento e nel 2008 del 5,34 per cento.
Per quanto riguarda il personale in servizio, di cui alla Categoria III, si evidenzia una riduzione della spesa nella misura del 5,79 per cento rispetto al 2012. Si tratta di un dato al cui conseguimento concorre una pluralità di misure. Da un lato, la previsione sconta gli interventi adottati nel settore nella XVI legislatura, nell'ambito della revisione della spesa, con effetti sino al 2015 (riduzione delle indennità di funzione; modifica della disciplina delle festività soppresse; mancato adeguamento delle retribuzioni all'indice ISTAT; mancata corresponsione dell'incremento contrattuale previsto per il 2013), nonché i persistenti effetti del blocco del turn over, tuttora in corso, con la conseguente conferma del trend di riduzione del personale in servizio. Dall'altro lato, come sopra ricordato, la previsione registra altresì gli effetti di risparmio dell'ulteriore riduzione delle indennità di funzione del personale dipendente per il periodo 1o settembre 2013-31 dicembre 2015, deliberata dall'Ufficio di presidenza il 9 agosto 2013, in misura complessivamente pari ad euro 625.000 nel 2013 e a 1,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.
Quanto alla categoria IV (Personale in quiescenza), a seguito del venir meno, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 116 del 2013, del contributo straordinario gravante sulle pensioni di maggiore importo, si è reso necessario reintegrare le previsioni di spesa per il 2013 nella misura di 4,8 milioni (con una proiezione di un maggior onere per i due anni successivi pari a 5 milioni per il 2014 e a 5,1 milioni per il 2015). Restano ovviamente in atto gli effetti di risparmio conseguenti al mancato adeguamento dei trattamenti pensionistici all'indice ISTAT sino al 2015. Pur in presenza di tale maggior onere, evidentemente non considerato nel bilancio di previsione approvato nel dicembre 2012, l'incremento delle previsioni per il 2013 rispetto all'anno precedente è contenuto nella misura del 3,68 per cento.
La spesa per beni e servizi, di cui alla Categoria V, segna un decremento percentuale nell'ordine del 5,47 per cento rispetto alle previsioni del 2012.
Nell'ambito di tale categoria, si registra in particolare la diminuzione della spesa per il personale addetto alle segreterie dei deputati titolari di incarico interno (capitolo 105), con effetti a partire dall'anno corrente, che si dispiegheranno a regime a partire dal 2014. Si tratta degli effetti della deliberazione adottata dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 2 aprile 2013, che ha disposto la riduzione di tale spesa nella misura complessiva del 25 per cento, così assorbendo l'indirizzo della riduzione del 10 per cento della medesima voce di spesa deliberata nella scorsa legislatura.
Per ciò che riguarda la spesa per locazioni di immobili (capitolo 55), ambito in cui si è già registrato nel 2012 un drastico abbattimento degli oneri a seguito del recesso dall'affitto del cosiddetto Palazzo Marini 1, la spesa del 2013 si riduce ulteriormente del 3,24 per cento sul 2012.
Quanto alle spese per la produzione degli atti parlamentari, si rileva che, nell'anno 2013, gli oneri previsti ammontano a 7,86 milioni di euro, ricomprendendo in tale dato le stime registrate nei capitoli 90 (Spese per servizi di stampa degli atti parlamentari) e 125, alla voce «Produzione informatica di atti e documenti parlamentari»; ciò a fronte degli 8,28 milioni stanziati nel 2012 e dei 9,65 milioni di euro nel 2010, con una riduzione percentuale della spesa - rispetto a tale ultimo dato - pari al 18,5 per cento. Si tratta di un'ulteriore tappa del processo, nel quale la Camera è da tempo impegnata, volto a ridurre progressivamente al minimo indispensabile l'utilizzo del supporto cartaceo nella quotidianità del lavoro parlamentare e a destinare i risparmi conseguiti per tale via all'introduzione di strumenti di sempre maggiore contenuto tecnologico. In particolare, nel 2012 è stata adottata la decisione di riduzione delle tirature degli stampati parlamentari del 50 per cento rispetto agli standard vigenti, decisione accompagnata dall'incremento dei trattamenti e dei servizi informatici e dall'ampliamento dell'offerta dei formati digitali disponibili sul sito internet della Camera. La gestione della distribuzione degli atti è stata inoltre interamente informatizzata in modo da tarare la produzione degli atti a stampa alle effettive richieste da parte degli organi parlamentari (con il sistema di print on demand). Si tratta in ogni caso di un obiettivo di portata strategica, al cui conseguimento gli organi di direzione politica intendono procedere con la massima determinazione e convinzione per il futuro.
Nel settore dei servizi di ristorazione gestiti da terzi (capitolo 130), nelle previsioni 2013 si evidenzia un onere di 4,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea con le previsioni per il 2012. Per gli anni successivi sono invece previsti consistenti effetti di risparmio in conseguenza dell'effettuazione della procedura di gara per l'affidamento dell'appalto del servizio (che potrebbe determinare minori oneri nella misura di circa due milioni di euro a regime), in coerenza con i requisiti in materia di individuazione del contraente fissati dal nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità, entrato in vigore nel marzo 2011, corrispondenti per altro a quelli previsti dalla normativa generale vigente in materia in ambito sia nazionale sia europeo.
Tra le attività la cui razionalizzazione ha consentito di conseguire risparmi già a decorrere dall'esercizio 2013 occorre ricordare i servizi di autorimessa. In proposito, il Collegio dei Questori, dando seguito ad apposito indirizzo dell'Ufficio di Presidenza, ha approvato talune misure in materia di noleggio e di approvvigionamento di beni di consumo che hanno determinato un minor onere di euro 160.000 per l'anno in corso e di euro 240.000 annui a regime, a decorrere dal 2014.
In aumento risultano invece le previsioni di spesa per le utenze (capitolo 70). Gli aumenti delle tariffe di gas ed elettricità, unitamente ad un aggiornamento delle previsioni di consumo, determinano un incremento della spesa per il 2013 pari al 31,43 per cento rispetto al 2012. Per altro, occorre sottolineare come da tempo gli organi di direzione politica siano impegnati nell'adozione di misure volte all'uso razionale dell'energia, anche in funzione della riduzione dei relativi costi, in particolare attraverso l'adozione di indirizzi operativi circa i tempi di accensione degli impianti e la diffusione delle tecnologie a basso consumo, fotovoltaiche e solari. Significativi risparmi possono invece essere segnalati con riferimento alla spesa per telefonia, che registra una riduzione del 35,89 per cento rispetto all'esercizio precedente.
Merita da ultimo segnalare come il Collegio dei Questori in carica abbia adottato un insieme di delibere normative volte a conseguire concretamente gli indirizzi di contenimento della spesa definiti nel corso del 2012. Ciò vale, tra l'altro, per la riduzione del 10 per cento delle indennità accessorie in favore del personale di enti e amministrazioni che opera presso la Camera dei deputati (capitolo 105), rispetto alla quale il Collegio, oltre a definire le modalità per la riduzione dell'onere già nel corso del 2013, ha avviato un percorso volto al superamento della corresponsione di tali indennità in favore del personale degli enti esterni con soggettività di diritto privato ed una razionalizzazione della relativa corresponsione in favore del personale dipendente dalle amministrazioni pubbliche. Ugualmente, il Collegio ha approvato una nuova articolazione delle spese relative alle convenzioni assicurative per i deputati che, unitamente alla ricontrattazione delle polizze relative ai dipendenti, consentirà di conseguire dal 2014 un volume di risparmi pari a circa 1,3 milioni di euro annui.
Lo stanziamento della categoria VI (Trasferimenti), previsto in 33,57 milioni di euro, registra una diminuzione del 9,54 per cento, riconducibile per la gran parte alla riduzione della spesa per i Gruppi parlamentari, fissata per il 2013 in 32,63 milioni di euro e, a partire dal 2014, in 32 milioni di euro, con un risparmio di oltre 3 milioni di euro rispetto alla spesa stimata per il 2012. Si evidenzia inoltre, oltre alla cessazione a decorrere dal 2013 della contribuzione in favore alla Fondazione della Camera (la cui liquidazione è in fase conclusiva), anche la consistente riduzione della spesa per contributi ad enti ed istituzioni. Il contributo in favore dell'ISLE, fissato all'inizio del 2013 in 150.000 euro per ciascuno degli anni del triennio, è stato ridotto ad euro 120.000 euro nel 2013, 80.000 nel 2014 e 40.000 nel 2015. Il contributo per il Circolo Montecitorio è stato anch'esso ridotto dagli originari euro 100.000 annui ad euro 80.000 nel 2013, 40.000 nel 2014 e 10.000 nel 2015, e non sarà ulteriormente erogato a decorrere dal 2016.
Le previsioni della categoria VII (Spese non attribuibili) ammontano nel complesso a 56,32 milioni di euro con una crescita del 6,09 per cento sul 2012. Tale incremento è determinato prevalentemente dallo stanziamento del Fondo di riserva per le spese obbligatorie o impreviste di parte corrente, incrementato di circa un terzo rispetto alle previsioni dell'anno precedente. A ciò deve aggiungersi la maggior spesa per la verifica dei risultati elettorali, fisiologicamente connessa al rinnovo della Camera dei deputati. Nell'ambito della categoria sono inoltre rappresentati contabilmente gli effetti della deliberazione adottata dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 2 aprile 2013 in materia di spese di rappresentanza (successivamente attuata con deliberazione del Collegio dei Questori), che ha determinato il dimezzamento degli oneri rispetto a quelli stimati per il 2012, con un risparmio a regime di 250.000 euro annui. Il relativo stanziamento, come ridotto nei termini sopra indicati, è stato iscritto nell'ambito del capitolo 205 - Spese per il cerimoniale, nell'ambito dell'apposita voce «Spese per la rappresentanza dei titolari di cariche istituzionali interne».
Nel complesso, il comparto della spesa corrente (Titolo I) segna una riduzione del 2,86 per cento rispetto al 2012, passando da euro 1.055.203.354 ad euro 1.025.069.020.

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Sul versante della spesa in conto capitale, la categoria VIII (Beni immobiliari) registra una diminuzione del 16,52 per cento rispetto all'anno precedente, per una previsione di 14,12 milioni di euro.
In aumento del 2,46 per cento sono invece le previsioni della categoria IX (Beni durevoli), che si attestano a 11,24 milioni di euro, a fronte dello stanziamento complessivo, riferito all'intera legislatura, concernente i rimborsi per le spese informatiche sostenute dai deputati.
La categoria X (Patrimonio artistico, bibliotecario e archivistico storico), con una previsione di 1,48 milioni di euro, evidenzia anch'essa una diminuzione, pari al 2,94 per cento.
La categoria XI (Somme non attribuibili), costituita unicamente dal capitolo relativo al Fondo di riserva per le spese impreviste di parte capitale, reca uno stanziamento pari a 3 milioni di euro, di pari entità rispetto all'omologa previsione per il 2012.
Il Titolo II (Spese in conto capitale), con una previsione complessiva di 29,84 milioni di euro, registra una diminuzione del 7,93 per cento rispetto al 2012.

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Conclusivamente, per il terzo anno consecutivo il totale della spesa di parte corrente e in conto capitale si riduce rispetto all'anno precedente, attestandosi per il 2013, come anticipato, ad una misura inferiore del 3,01 per cento rispetto all'anno precedente.
In questo contesto, si segnala come le disponibilità finanziarie allocate nei Fondi di riserva di parte corrente e di conto capitale, pari nel complesso a 16,35 milioni di euro, siano superiori rispetto alle previsioni dell'esercizio 2012. Si tratta dunque di risorse senz'altro sufficienti, in termini prudenziali, a far fronte ad eventuali esigenze nel corso della gestione.
Come di consueto, le previsioni di cassa che accompagnano quelle di competenza sono espresse in termini di somma tra queste ultime e i residui. L'ammontare dei residui è pari a 107,94 milioni di euro, con un lieve incremento rispetto all'anno precedente. Per altro tale ammontare comprende, eccezionalmente, le quote da restituire al bilancio dello Stato relative all'esercizio 2012, al netto delle quali l'ammontare dei residui passivi confermerebbe il trend discendente registrato negli ultimi anni.

3. Esercizi 2014 e 2015

I dati finanziari relativi al 2014 e al 2015 espongono le proiezioni delle previsioni di entrata e di spesa per il 2013 ai fini della predisposizione del bilancio triennale, che il Regolamento di amministrazione e contabilità prevede sia allegato al bilancio annuale di previsione. Ai sensi dell'articolo 6, comma 3, i relativi stanziamenti non costituiscono oggetto di specifica approvazione e non comportano autorizzazione a riscuotere entrate e ad eseguire le spese ivi previste.
Ciò premesso, per quanto attiene a tali esercizi, fermo restando l'ammontare della dotazione nella misura di 943,16 milioni di euro anche per il 2014 e per il 2015, si osserva in termini generali che la previsione della spesa effettiva risulta pari a 1.048,6 milioni di euro per il 2014 e di 1.049,3 milioni di euro per il 2015, con una percentuale di riduzione dello 0,59 per cento nel 2014 ed una sostanziale invarianza nel 2015 (+0,06). Si tratta di un dato corrispondente al livello della spesa complessiva previsto per l'esercizio 2007.

4. L'analisi funzionale della spesa

Per la prima volta, il bilancio di previsione reca in apposito allegato la riclassificazione funzionale della spesa della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2013, realizzata, con riferimento alle funzioni istituzionali di quest'ultima, secondo lo schema approvato dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 27 settembre 2012, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 3, comma 5, del Regolamento di amministrazione e contabilità.
Il Collegio ricorda in proposito come l'analisi funzionale costituisca uno strumento conoscitivo ulteriore, che si aggiunge ai documenti di bilancio tradizionali e che ad essi non si sostituisce. Le previsioni di spesa articolate per titoli, categorie e capitoli, secondo quanto stabilito dall'articolo 5 del Regolamento di amministrazione e contabilità, restano dunque ferme nella loro significatività rappresentativa. Obiettivo dell'analisi funzionale della spesa è quello di fornirne una chiave di lettura differente, aumentando il grado di conoscibilità dei documenti di bilancio grazie all'incrocio della classificazione della spesa per natura e per funzione.
In questo contesto, la conciliazione dei dati del bilancio tradizionale e di quelli esposti nell'analisi funzionale si riscontra nell'esatta corrispondenza tra il totale della spesa effettiva (Titoli I e II) del bilancio e il totale delle spese riclassificate nella tabella funzionale. Ovviamente, affinché la riclassificazione funzionale possa offrire una diversa rappresentazione rispetto a quella evidenziata dal bilancio attraverso l'articolazione delle previsioni in titoli, categorie e capitoli, i singoli aggregati che la compongono non sono interamente sovrapponibili a quelli riportati nel bilancio secondo la sua tradizionale struttura.
Il Collegio ricorda altresì che la riaggregazione funzionale allegata al bilancio di previsione 2013, secondo quanto precisato nella citata riunione dell'Ufficio di Presidenza, ha carattere sperimentale, in attesa che l'esperienza operativa evidenzi - attraverso un processo di progressivo affinamento - la possibilità di individuare nuove o ulteriori missioni, di precisare la metodologia di attribuzione delle spese all'una o all'altra missione e di costruire una rappresentazione sempre più efficace e significativa in termini comunicativi (in particolare all'atto del primo confronto che sarà possibile effettuare tra la riclassificazione proposta a livello previsionale e i dati che saranno registrati in sede di consuntivo).

I deputati Questori
Stefano Dambruoso
Paolo Fontanelli
Gregorio Fontana